il tempo che passa non è altro che un alibi.
uno stupido alibi da utilizzare quando non si ha il coraggio, la voglia, la testa o altre parti del corpo, per fare qualcosa, affrontare un discorso, prendere una decisione.
"vedrai, col tempo si sistemerà tutto".
si sistema tutto perché? le situazioni scomode non sono come il burro, non hanno una scadenza dopo la quale non puoi far altro che buttare tutto, cestinare, eliminare dal tuo frigo.
forse è la pazienza ad essere limitata, forse a quello c'è davvero un limite. ma il tempo che passa e risolve tutto è una cosa che davvero non capisco.
non è il tempo a risolvere le cose, non è il tempo che ci si prende per pensare a rendere le cose più facili, almeno oltre un limite considerabile opportuno per fare mente locale.
è solo un alibi, una scusa.
ci pensavo l'altro giorno, pensando anche a questo blog...vedete? il tempo che passa non fa che peggiorare la situazione...e quindi si arriva qui e si postano pensieri senza senso, giusto per avere una scusa per ricominciare a scrivere.
più il tempo passa e più è difficile.
vedete? il tempo che passa è solo un grande problema.
era il 15 aprile.
c'era un mc donald's e c'era un ristorante che si chiamava "silvio".
è il 30 giugno.
e il mc donald's non c'è più e il ristorante ha cambiato nome.
due indizi fanno una prova: devo aggiornare il blog.
non penso di aver mai scritto qualcosa di sfacciatamente politico in questo blog.
a volte credo che sia trapelata qualche mia inclinazione o qualche mia idea. c'era una precisa idea dietro, nata dalla volontà di lasciare a questo spazio semplicemente le mie riflessioni su quello che mi accadeva, a mò di lavagnetta o bacheca in camera.
stavolta però è diverso.
non mi lancerò in commenti sull'esito di queste elezioni, non avendo lo spirito critico giusto e soprattutto non conoscendo bene il linguaggio per non risultare banale.
però però..una riflessione la vorrei lasciare.
una riflessione nata questa mattina, alzando le tapparelle della mia stanza.
dalle mie finestre vedo tante cose. da una, quella a cui è appesa ancora una ormai sbiadita bandiera della pace, vedo un albero, altre finestre alcune delle quali sempre chiuse, macchine,un mc donalds e se mi sporgo un po' vedo anche la mia vecchia bicicletta. dall'altra vedo altre finestre alcune delle quali un tempo avevano una bandiera della pace, portoni, alcuni negozi. ed un ristorante.
questo ristorante si chiama "Silvio, 1936". è aperto da un annetto credo e mi è sempre sembrato triste e vuoto, se non proprio chiuso.
oggi invece era aperto e dalla finestra sono riuscita a vedere anche qualche tavolo apparecchiato.
mi sono fermata un attimo, con la finestra aperta per metà. mi è sembrato come un monito, della serie "da oggi le cose cambiano".
silvio, 1936.
eh sì, le cose da oggi cambiano sul serio.
[le domande di sempre, i vecchi dilemmi. e ritornare a domandarsi come si scrive un sospiro]
[sono quasi imbarazzata, non so proprio da dove iniziare]
sono stata "via" per uno dei miei soliti lunghi periodi di silenzio ma stavolta penso di essere giustificata: mi sono dedicata anema e core alla stesura della tesi che ho consegnato una settimana fa e che dovrò discutere tra un mesetto. la sensazione di essere quasi alla fine è molto strana. con gli amici si è iniziato da un po' con i "ma ti ricordi..." e la risata è velata da un po' di tristezza. sono passati 5 anni e mezzo e le cose da raccontare e ricordare sono tante: viaggi, passeggiate, caffè all'aperto, pomeriggi di studio, serate e feste, ma anche confidenze e momenti di scontro, quello veramente costruttivo. ok, non è un post malinconico, la smetto.
bene..cosa è successo in tutto questo tempo? è finito un anno molto bello, molto intenso, molto straniero e zingaresco e ne è iniziato un altro, bisestile, che fino ad ora non è stato molto generoso nei miei confronti, avendomi regalato un incidente, svariati intoppi per la tesi e qualche variazione sul tema.
ma andiamo galoppanti verso la primavera, yeah.
quest'assenza forzata e prolungata mi ha anche risparmiato dal gravoso "onere" di venire ad elencare i buoni propositi dell'anno nuovo e devo dire che è stato meglio così perché, ripensando a quelle che volevano essere le buone intenzioni che naturalmente vengono fuori tra il 31 dicembre e il 3 gennaio, sono su una strada se non del tutto opposta, neanche troppo parallela. ma alla fine, se così non fosse, davvero non sarebbe divertente!
ho una nuova agenda, quest'anno ho tradito la moleskine. un po' mi sento in colpa, mi era fedele da anni.
ma mi fermo un secondo e mi chiedo:
ha senso parlare di queste cose, oggi 25 febbraio?
a risentirci, devo prima risintonizzarmi sulle frequenze, ho perso il segnale...!
dal blog di [u], (e con la sua fondamentale assistenza tecnica...!) prendo e diffondo.
seguite queste istruzioni..and you'll be the next rockstar!!
- aprire la pagina a caso su Wikipedia, qui: il lemma che uscirà sarà il nome della band
- andare su http://www.quotationspage.com/random.php3 : le ultime 4 parole dell'ultima citazione sarà il nome del vostro ultimo cd
- andare su http://www.flickr.com/explore/interesting/7days : la terza immagine in assoluto sarà la copertina del disco.
bene, vi presento il mio gruppo:
influenze prog rock miste a newpostwave francese.
è il terzo album, quello della maturità
[avevo bisogno di cambiare la tappezzeria.
appena ho un po' di tempo, sceglierò una carta da parati più mia e ci metterò qualche quadretto nuovo.]
à bientot!
il tassista era un tipo silenzioso e discreto.
forse era pakistano, non lo so.
ha atteso con calma il tempo dei saluti ed è partito silenzioso, lasciandomi con il finestrino aperto a prendermi il freddo e a rapire gli ultimi saluti, prima che si dissolvessero nella nebbia.
silenzioso è andato avanti, lasciandomi cullare nel mio stato di dormiveglia dal gusto agrodolce, con le guance umide, tra le strade veramente deserte, illuminate a festa quasi precocemente e la mia vista che pian piano annegava.
[le partenze sono sempre striate di malinconia e spesso non rendono giustizia a quello che è successo prima, purtroppo. bisogna prenderne atto.]
'the weather is getting better today' mi dice, prendendo la valigia una volta giunti a destinazione.
'yes..now that I'm leaving'
c'era una volta una fanciulla che voleva viaggiare.
voleva girare il mondo, scoprire i continenti e non fermarsi mai.
per questo decise di volere il passaporto: erano tanti ormai i viaggi a cui aveva dovuto rinunciare e diversi gli inviti a destra e manca a cui aveva dovuto declinare perché le mancava questo documento.
e allora fece tutto il necessario, fece le due fototessere con la faccia da demente,comprò la marca da bollo telematica per la concessione governativa di non so cosa per circa 40 euro e soprattutto effettuò il versamento da 45, 62 euro perché voleva il passaporto grosso, quello con tante pagine! desiderosa com'era di girare il mondo pensò 'con un solo euro in più posso avere ben 16 pagine in più sul mio passaporto!! perché no? sono tanti i posti che vorrei vedere..e poi dieci anni sono tanti!'
in fondo era un'ottimista.
un dì si armò di santa pazienza, dopo aver superato brillantemente tutti gli ostacoli burocratici, specialmente quello relativo alla scala cromatica degli occhi. guardò la sua carta d'identità e lesse, con il suo solito stupore, 'occhi cervoni'. lei ormai conviveva da anni con questa specie di condanna...cosa significherà mai 'occhi cervoni'? si guardava spesso allo specchio per capire e notava che in fondo i suoi avevano un colore poco convincente e pensò che 'cervoni' poteva essere una soluzione semplice ad un problema complesso. ma le possibilità offerte dalla documentazione del passaporto non prevedevano l'opzione 'indefinito' e quindi, con una certa convinzione, dichiarò che i suoi occhi appartenevano alla scala cromatica del marrone.
consegnò i documenti ad una scorbutica poliziotta, in uno di quei commissariati da fiction televisiva, con l'appuntato pseudo simpatico, gli intonaci bianchi e gialli e le scrivanie degli anni 70.
attese un mese e si recò nuovamente al commissariato per ritirare il suo documento! una firma e via! era felice come una pasqua!
zompettò allegramente sulla via per casa, pensando a tutti i bei posti che avrebbe potuto visitare grazie a quel libretto con la copertina marroncina! 'mai più rinunce!', esclamò attraversando la strada. 'alla conquista del mondo!', pensò divertita mentre una bici le passava accanto.
tornando a casa incontrò anche un simpatico amico venditore che, percependo le ottime vibrazioni della fanciulla, voleva regalarle i braccialetti della fortuna in cambio di un caffè. quello rosso, per l'amore. quello giallo, per la salute. quello verde, per la scuola. lei disse che non voleva i braccialetti ma che gli avrebbe comunque offerto il caffè. in fondo un braccialetto della fortuna lo aveva già e veniva dal brasile (uno di quei posti che ora poteva visitare!), e il solo pensiero di dover cercare altri desideri da affidare ai nodi di quei nuovi braccialetti le dava alla testa! l'ultima volta aveva impiegato ben tre giorni per decidere l'ultimo di tre desideri!! il simpatico amico allora decise di smetterla di insistere, accettò i soldi per il caffè e regalò alla nostra protagonista solo il braccialetto rosso, quello dell'amore.
la nostra fanciulla accettò di buon grado il regalo..in fondo un po' di amore era quello che desiderava.
la felicità di avere finalmente il passaporto svanì ben presto, quando si accorse che le pagine erano 32 e non 48!!
'noo! i miei sogni ridimensionati! le mie ambizioni quasi recise!!! maledetta burocrazia, me la pagherai!'
il giorno seguente si armò di coraggio e si recò al commissariato, decisa a far valere i propri diritti!
si presentò all'ufficio preposto, brandendo in mano passaporto e ricevuta di versamento!!
'mi spiegate perché il mio passaporto è così piccolo?? io volevo quello grande! io voglio viaggiare, scoprire il mondo!'
una voce, dall'altra parte della scrivania, comunicò che c'erano stati dei problemi e che i passaporti grossi non li facevano più.
'ma come? io ho pagato per avere quello grande!!! come faccio ora a contenere la mia irrefrenabile voglia di viaggiare?'
'deve fare ricorso, compilare moduli e forse le ridanno l'euro'.
ma non era l'euro che lei voleva, era la voglia di girare il mondo in libertà.
maledetta burocrazia..
alla fanciulla venne quindi proposto di recarsi in un ufficio più grande e fare lunghe file per poter avere l'euro di rimborso.
ma la fanciulla pensò che probabilmente in quell'ufficio le avrebbero chiesto altri versamenti, altre marche da bollo per avere un solo euro e decise di non intraprendere questa via.
ah, dimenticavo..il posto in cui la fanciulla viveva era governato da forze malvagie, e molto spesso accadeva che qualche cosa impedisse agli abitanti di questo posto di vedere i propri diritti rispettati e di non ricevere ciò per cui pagavano.
e così la fanciulla si ritrovò con il suo piccolo passaporto e tanto rancore verso le forze malvagie a cui aveva appena regalato un euro.
morale della favola: se dovete fare o rinnovare il passaporto, ridimensionate le vostre ambizioni di viaggio, fate il versamento per il passaporto da 32 pagine perché quello da 48 non lo fanno più, per non so quali problemi burocratici. e il bello è ke non te lo dicono da nessuna parte. tu chiedi quello da 48, paghi per quello da 48 ma ti danno quello da 32 pagine.
evitate quindi di fare come la protagonista del racconto e di regalare un euro allo stato. lo so che è poco poetico ma alla fanciulla è stato detto, con un sorriso ebete sulla faccia, 'così hai incrementato il tesoretto'.
fuck
ho appena 'comprato' l'ultimo cd dei radiohead.
per zero pounds, per vedere se era vero che potevi 'comprarlo' lo stesso. e così è stato.
per zero pounds ho il nuovo lavoro dei radiohead.
lo ascolto ora, è davvero un bell'album. stiamo parlando dei radiohead, è vero, ma personalmente non avevo apprezzato alcune loro ultime cose. [io sono una della prima generazione, una di quelle che sa a memoria solo pablo honey e ok computer!]
mi sta davvero piacendo e quasi quasi mi dispiace non averlo pagato nulla, mi sento quasi in colpa.
cerco di capire dove sia la differenza tra questo cd pagato nulla e un qualsiasi cd scaricato dalla rete.
forse nel fatto di aver SCELTO di pagarlo zero rispetto a non porsi nemmeno il problema sul valore di un cd. poterlo avere a disposizione con così tanta facilità ti dà l'impressione che sia banalmente e ovviamente gratis.
purtroppo non dovrebbe funzionare così.
mi sto sentendo in colpa.
assurdo...
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