il decollo mi coglie di sorpresa.
impegnata come sono sulle diverse opportunità ed opzioni di abbonamento a Wired (6 mesi, un anno o due anni?), dopo neanche 5 minuti dal primo approccio col giornale, non mi accorgo assolutamente delle manovre dell'aereo. quando ad un certo punto il rumore del motore si fa più intenso, le ruote iniziano ad andare più veloci sull'asfalto e l'istinto, ah l'istinto, mi fa puntare i piedi con forza per terra e chiudere gli occhi per due secondi.
mi piace il decollo.
mi piacciono i rumori dell'aereo quando sta per lasciare terra. e mi piace il momento del distacco dal suolo, che si distingue nettamente dal resto.
mi piace lostomacochesichiude e ilrespiromozzato. in quei secondi nella testa mi passano tanti pensieri diversi, su persone, cose, città. su altri decolli e su altri paesaggi visti dall'oblò. perché il mio posto è tendezialmente latofinestrino.
e mi piace quando l'aereo inizia a prendere quota, quando il paesaggio si trasforma in un enorme villaggio dei playmobil o una regione di Sim City. la chiesa, i viali, le rotonde, i campi da calcetto.
tanti, troppi!, campi di calcetto a discapito di parcogiochi o giardinetti. (5 minuti di wired mi hanno reso concerned/involved?)
eppoi gli appezzamenti di terra coltivata..quadrati verdi, marroni (chiaro/scuro), ocra. che sembrano tracciati con le squardette. cosa ci coltiveranno mai? provo ad andare indietro con la memoria alla terza elementare, alla descrizione del settore primario della lombardia. ma niente. non riesco a ricordare niente.
l'impatto visivo della pianura padana è notevole.
e sul mio orio al serio-brindisi, mi faccio compagnia con wired (non male!!), con il mal d'orecchi, con la costa adriatica a tratti ben definita a tratti monocroma, blu, con il naso schiacchiato sull'oblò.
non ci vuole tanto per arrivare a brindisi, mi lascio un paio di articoli per quando sarò a casa.
capisco che arriva il momento dell'atterraggio perché il mal d'orecchi aumenta.
tocchiamo il suolo e tempo dieci secondi iniziano a suonare i cellulari.
il mio è nello zaino, verde. vicino al cappotto, a quadri. e lì rimane finché non recupero il bagaglio, bordeaux.
si aprono le porte automatiche.
bentornata a casa.
hi!
from my stats I see I have some american readers, from the west coast!
it's amazing! really amazing!
I am really happy for this..it's good to have readers, it's better to have foreign ones!
but...I am a curious girl and I would like to ask you some questions, if it is not a problem for you
how did you find me? why do you read this never updated blog full of insignificant things and thoughts?
and..who are you?
thanks for answering me!
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per gli altri, sparuti, lettori..è un periodo incasinato, con mille cambiamenti potenziali ma una sostanziale calma piatta reale.
in caso di effettivi risvolti vi farò sapere!
hey ma.
qui
sta
andando
tutto
a rotoli.
non va bene.
[l'acqua che al 70% compone il mio corpo mi chiede di andare verso i suoi simili.
ribolle, evapora, grida.
e non posso ignorare.
è il 21 luglio.
e voglio andare al mare.
immergermi, nuotare.
è una vera esigenza.]
[adoro la mia bici, anche se è tutta arrugginita. ormai è il mio mezzo, per andare in ufficio, per spostarmi la sera. è affidabile, anche se è arrugginita. è bella. non ha un campanello, ma ha i freni inopportuni. ché quando freno gli altri mi guardano preoccupata per il rumore stridulo che fanno. l'altro pomeriggio un uomo alla fermata del tram si era assopito e i miei freni l'hanno svegliato. con un'espressione spaventata. e non ho potuto non ridere, scusate. adoro andare in bici, un po' meno il pavè, un po' meno le stradine in centro da fare contromano, con i suv e le porsche con i fari minacciosi. però è bello costeggiare il parco delle basiliche, passare per piazza sant'alessandro, fiancheggiare il duomo e fare lo slalom tra altri ciclisti e pedoni. evitare la polizia. e arrivare a lavoro fischiettando]
fischiettare. che gioia.
[young folks. peter, bjorn e john. fischietti e saltini. sotto la doccia. preparando la cena. scendendo le scale.
la soluzione dell'enigma del fischio generalizzato dopo il concerto di parigi di yann tiersen - dicembre pioggia brividi - è arrivata solo ad inizio luglio..dopo un anno e mezzo passato alla ricerca del nome della canzone sulle note della quale si è ballato insieme a yann dopo il suo concerto. un'epifania. una bellissima epifania. e da quella sera di inizio luglio continuo a fischiettarla.]
fischiettare
andando in bici
sognando il mare
il tempo che passa non è altro che un alibi.
uno stupido alibi da utilizzare quando non si ha il coraggio, la voglia, la testa o altre parti del corpo, per fare qualcosa, affrontare un discorso, prendere una decisione.
"vedrai, col tempo si sistemerà tutto".
si sistema tutto perché? le situazioni scomode non sono come il burro, non hanno una scadenza dopo la quale non puoi far altro che buttare tutto, cestinare, eliminare dal tuo frigo.
forse è la pazienza ad essere limitata, forse a quello c'è davvero un limite. ma il tempo che passa e risolve tutto è una cosa che davvero non capisco.
non è il tempo a risolvere le cose, non è il tempo che ci si prende per pensare a rendere le cose più facili, almeno oltre un limite considerabile opportuno per fare mente locale.
è solo un alibi, una scusa.
ci pensavo l'altro giorno, pensando anche a questo blog...vedete? il tempo che passa non fa che peggiorare la situazione...e quindi si arriva qui e si postano pensieri senza senso, giusto per avere una scusa per ricominciare a scrivere.
più il tempo passa e più è difficile.
vedete? il tempo che passa è solo un grande problema.
era il 15 aprile.
c'era un mc donald's e c'era un ristorante che si chiamava "silvio".
è il 30 giugno.
e il mc donald's non c'è più e il ristorante ha cambiato nome.
due indizi fanno una prova: devo aggiornare il blog.
non penso di aver mai scritto qualcosa di sfacciatamente politico in questo blog.
a volte credo che sia trapelata qualche mia inclinazione o qualche mia idea. c'era una precisa idea dietro, nata dalla volontà di lasciare a questo spazio semplicemente le mie riflessioni su quello che mi accadeva, a mò di lavagnetta o bacheca in camera.
stavolta però è diverso.
non mi lancerò in commenti sull'esito di queste elezioni, non avendo lo spirito critico giusto e soprattutto non conoscendo bene il linguaggio per non risultare banale.
però però..una riflessione la vorrei lasciare.
una riflessione nata questa mattina, alzando le tapparelle della mia stanza.
dalle mie finestre vedo tante cose. da una, quella a cui è appesa ancora una ormai sbiadita bandiera della pace, vedo un albero, altre finestre alcune delle quali sempre chiuse, macchine,un mc donalds e se mi sporgo un po' vedo anche la mia vecchia bicicletta. dall'altra vedo altre finestre alcune delle quali un tempo avevano una bandiera della pace, portoni, alcuni negozi. ed un ristorante.
questo ristorante si chiama "Silvio, 1936". è aperto da un annetto credo e mi è sempre sembrato triste e vuoto, se non proprio chiuso.
oggi invece era aperto e dalla finestra sono riuscita a vedere anche qualche tavolo apparecchiato.
mi sono fermata un attimo, con la finestra aperta per metà. mi è sembrato come un monito, della serie "da oggi le cose cambiano".
silvio, 1936.
eh sì, le cose da oggi cambiano sul serio.
[le domande di sempre, i vecchi dilemmi. e ritornare a domandarsi come si scrive un sospiro]
[sono quasi imbarazzata, non so proprio da dove iniziare]
sono stata "via" per uno dei miei soliti lunghi periodi di silenzio ma stavolta penso di essere giustificata: mi sono dedicata anema e core alla stesura della tesi che ho consegnato una settimana fa e che dovrò discutere tra un mesetto. la sensazione di essere quasi alla fine è molto strana. con gli amici si è iniziato da un po' con i "ma ti ricordi..." e la risata è velata da un po' di tristezza. sono passati 5 anni e mezzo e le cose da raccontare e ricordare sono tante: viaggi, passeggiate, caffè all'aperto, pomeriggi di studio, serate e feste, ma anche confidenze e momenti di scontro, quello veramente costruttivo. ok, non è un post malinconico, la smetto.
bene..cosa è successo in tutto questo tempo? è finito un anno molto bello, molto intenso, molto straniero e zingaresco e ne è iniziato un altro, bisestile, che fino ad ora non è stato molto generoso nei miei confronti, avendomi regalato un incidente, svariati intoppi per la tesi e qualche variazione sul tema.
ma andiamo galoppanti verso la primavera, yeah.
quest'assenza forzata e prolungata mi ha anche risparmiato dal gravoso "onere" di venire ad elencare i buoni propositi dell'anno nuovo e devo dire che è stato meglio così perché, ripensando a quelle che volevano essere le buone intenzioni che naturalmente vengono fuori tra il 31 dicembre e il 3 gennaio, sono su una strada se non del tutto opposta, neanche troppo parallela. ma alla fine, se così non fosse, davvero non sarebbe divertente!
ho una nuova agenda, quest'anno ho tradito la moleskine. un po' mi sento in colpa, mi era fedele da anni.
ma mi fermo un secondo e mi chiedo:
ha senso parlare di queste cose, oggi 25 febbraio?
a risentirci, devo prima risintonizzarmi sulle frequenze, ho perso il segnale...!
dal blog di [u], (e con la sua fondamentale assistenza tecnica...!) prendo e diffondo.
seguite queste istruzioni..and you'll be the next rockstar!!
- aprire la pagina a caso su Wikipedia, qui: il lemma che uscirà sarà il nome della band
- andare su http://www.quotationspage.com/random.php3 : le ultime 4 parole dell'ultima citazione sarà il nome del vostro ultimo cd
- andare su http://www.flickr.com/explore/interesting/7days : la terza immagine in assoluto sarà la copertina del disco.
bene, vi presento il mio gruppo:
influenze prog rock miste a newpostwave francese.
è il terzo album, quello della maturità
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